Requisiti per usare una macchina virtuale
Per far funzionare una macchina virtuale (VM) non serve un computer potente, ma è necessario che l'hardware e il software di base soddisfino alcuni requisiti specifici. Ecco cosa bisogna considerare, diviso tra hardware e software. Prima però, andiamo a introdurre i concetti di UEFI e BIOS.
BIOS
Il BIOS (acronimo di Basic Input/Output System) è un firmware memorizzato su un chip della scheda madre. È il primo software che viene eseguito quando accendi il computer e serve a far comunicare l’hardware con il sistema operativo durante l’avvio.
Le sue funzioni principali sono:
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POST (Power-On Self-Test): controlla che componenti essenziali come CPU, RAM e scheda video funzionino.
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Inizializzazione dell’hardware: prepara i dispositivi di base prima del caricamento del sistema operativo.
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Avvio del bootloader: individua il dispositivo di avvio (disco, USB, rete) e passa il controllo al sistema operativo.
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Configurazione di base: permette di impostare data/ora, ordine di avvio, frequenze, password, virtualizzazione, ecc., tramite l’interfaccia di setup.
Oggi il BIOS tradizionale è quasi ovunque sostituito dal UEFI (Unified Extensible Firmware Interface), più moderno, veloce e sicuro. Molte persone però continuano a chiamare “BIOS” anche il firmware UEFI.
UEFI
L'UEFI (acronimo di Unified Extensible Firmware Interface) è l'interfaccia firmware moderna che ha sostituito il vecchio BIOS sui computer di oggi. In parole semplici, è il "ponte" software che si attiva subito dopo l'accensione del PC e che ha il compito di preparare l'hardware e avviare il sistema operativo.
UEFI vs. BIOS: le differenze principali
L'UEFI non è solo un "BIOS più nuovo", ma un sistema completamente diverso e più potente. Ecco le differenze chiave:
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Architettura e Interfaccia: Il BIOS è un sistema datato (anni '80) che funziona a 16 bit con un'interfaccia testuale basilare. L'UEFI è moderno, supporta modalità a 32 o 64 bit, e offre un'interfaccia grafica intuitiva che puoi navigare anche con il mouse.
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Avvio e Dischi: Il BIOS usa lo schema MBR, che limita i dischi a un massimo di 2 TB. L'UEFI utilizza lo schema GPT, che supporta dischi di dimensioni molto superiori e permette un avvio più rapido e intelligente.
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Sicurezza: Il BIOS non ha sistemi di sicurezza avanzati. L'UEFI integra il Secure Boot, una funzione che verifica la firma digitale dei software caricati all'avvio, bloccando eventuali malware prima che il sistema operativo sia attivo.
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Compatibilità: L'UEFI è progettato per i sistemi operativi moderni (Windows 10/11, Linux) e può anche emulare il vecchio BIOS (modalità "Legacy") per avviare sistemi operativi più datati.
In sintesi, l'UEFI rappresenta un'evoluzione necessaria per sfruttare appieno le potenzialità dell'hardware moderno, offrendo al contempo un avvio più veloce, maggiore sicurezza e la possibilità di gestire dischi di archiviazione di grandi dimensioni.
Requisiti Hardware
La macchina fisica su cui installerai la VM (chiamata host) deve avere 1:
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Processore (CPU) con virtualizzazione assistita: è il requisito più importante. La CPU deve supportare tecnologie come Intel VT-x (per processori Intel) o AMD-V (per processori AMD). Questa funzione potrebbe essere disattivata di default nel BIOS/UEFI del computer e andrà abilitata manualmente.
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Memoria RAM sufficiente: devi avere abbastanza RAM per il sistema operativo host e per quello che girerà nella VM (guest). Come riferimento, i moderni hypervisor richiedono almeno 2-4 GB di RAM solo per il sistema host, a cui va aggiunta quella necessaria per la VM. Ad esempio, per virtualizzare Windows 11, sono consigliati almeno 4 GB di RAM solo per la VM.
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Spazio su disco libero: lo spazio necessario dipende dal sistema operativo che installerai nella VM. Un'installazione di Windows 11 richiede almeno 32 GB (meglio 40 GB) di spazio. Per una distribuzione Linux, lo spazio richiesto è generalmente inferiore. Lo spazio totale necessario sarà la somma dello spazio per l'hypervisor, per il sistema host e per ogni VM che intendi creare.
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Scheda grafica: per un uso desktop standard, la maggior parte delle schede grafiche va bene. VMware, ad esempio, richiede un adattatore video da 16 o 32 bit.
Requisiti Software
Dal punto di vista del software, ti servono tre componenti:
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Un Hypervisor (o software di virtualizzazione): è il programma che crea e gestisce le VM. Le opzioni più comuni per uso desktop sono Oracle VirtualBox (gratuito e open source) e VMware Workstation Player (gratuito per uso personale). Su Windows 10/11 Pro ed Enterprise è possibile abilitare anche Microsoft Hyper-V.
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Un Sistema Operativo Host: l'hypervisor scelto (soprattutto se di Tipo 2) deve essere compatibile con il sistema operativo già installato sul tuo computer, che sia Windows, macOS o Linux.
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Un Sistema Operativo Guest (e il suo supporto di installazione): è il sistema operativo che vuoi eseguire nella VM. Avrai bisogno del suo file di installazione, solitamente un'immagine ISO.
Un consiglio pratico
Prima di installare un hypervisor, è buona norma verificare se la virtualizzazione hardware è abilitata nel BIOS/UEFI del tuo computer. Se non lo è, l'hypervisor potrebbe non funzionare o le VM girerebbero con prestazioni molto scarse. L'operazione di solito si compie cercando voci come "Intel Virtualization Technology", "VT-x", "AMD-V" o "SVM Mode" nelle impostazioni del BIOS.
Per verificare se la virtualizzazione hardware è abilitata, puoi procedere in due modi: il primo, più rapido, è controllare dalle impostazioni del sistema operativo; il secondo è entrare direttamente nel BIOS/UEFI per vedere lo stato dell'impostazione.
Metodo 1: Verifica rapida dal sistema operativo
Prima di riavviare il computer, puoi controllare lo stato della virtualizzazione direttamente dal tuo sistema operativo.
Su Windows: Il modo più semplice è usare Task Manager:
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Premi
Ctrl + Shift + Escper aprire Task Manager. -
Vai alla scheda Prestazioni e seleziona CPU.
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In basso a destra, cerca la voce Virtualizzazione: se è indicato Abilitata, la funzione è attiva. Se è Disabilitata, dovrai abilitarla nel BIOS/UEFI.
In alternativa, puoi usare lo strumento Informazioni di sistema:
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Premi
Win + R, digitamsinfo32e premi Invio. -
Cerca la voce Virtualizzazione abilitata nel firmware: se il valore è Sì, la virtualizzazione è attiva.
Su Linux:
Puoi usare il terminale con un comando rapido per vedere se la CPU espone le estensioni di virtualizzazione:
grep -E 'vmx|svm' /proc/cpuinfo
Se il comando restituisce delle righe, significa che la CPU supporta la virtualizzazione (la presenza di vmx indica Intel VT-x, mentre svm indica AMD-V). Puoi anche usare il comando lscpu | grep Virtualization per un controllo più immediato.
Metodo 2: Controllo diretto nel BIOS/UEFI
Se la verifica dal sistema operativo indica che la virtualizzazione è disabilitata (o se preferisci controllare direttamente), devi entrare nel BIOS/UEFI.
Come accedere:
Riavvia il computer e premi ripetutamente il tasto di accesso non appena appare il logo del produttore. I tasti più comuni sono F2, F10, Canc/Delete o Esc. Su Windows 10/11 puoi anche accedere tramite il percorso: Impostazioni → Sistema → Ripristino → Avvio avanzato → Riavvia ora → Risoluzione dei problemi → Opzioni avanzate → Impostazioni firmware UEFI.
Cosa cercare una volta dentro:
La posizione esatta varia a seconda del produttore della scheda madre, ma generalmente devi cercare voci come:
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Intel Virtualization Technology, Intel VT-x (per processori Intel)
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AMD-V, SVM Mode (per processori AMD)
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Virtualization Extensions
Queste impostazioni si trovano solitamente nelle schede Advanced, CPU Configuration, Security o Chipset. Se la voce è impostata su Disabled, cambiala su Enabled, poi salva e esci (di solito con F10).
1 https://docs.oracle.com/cd/G16885_01/Installation/Third%20Party%20Software%20Installation/FCUBS_V.UM_OracleVM_Approach.pdf#1#1#1
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I consigli che offriamo sono di natura generale. Non sono consigli legali o professionali. Quello che può funzionare per una persona potrebbe non essere adatto a un’altra, e dipende da molte variabili.


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