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Profili ombra (shadow profiles)

Profili ombra (shadow profiles)

I profili ombra sono insiemi di dati che una piattaforma raccoglie su persone che non si sono mai iscritte al servizio, oppure su informazioni di utenti iscritti che questi non hanno fornito direttamente. Il termine è legato a Facebook, che però non lo usa. L'idea è emersa nel 2013, quando un errore del sistema rese visibili numeri di telefono di alcuni utenti che questi non avevano mai fornito: erano stati estratti dalle rubriche dei loro amici.[1][2]

Come si formano

  • Caricamento dei contatti: quando un utente sincronizza la rubrica, la piattaforma riceve nomi, numeri ed email anche di chi non ha un account. Se la stessa persona compare nelle rubriche di molti utenti, la piattaforma può ricostruirne la rete di conoscenze.
  • Tracker sul web: pulsanti "Mi piace", pixel di tracciamento e plugin social inseriti in siti terzi inviano informazioni sulla navigazione anche di chi non è iscritto.
  • Fingerprinting del dispositivo: browser, sistema operativo, risoluzione e altre caratteristiche permettono di riconoscere un dispositivo senza cookie.
  • Data broker: i dati possono essere acquistati da intermediari e incrociati con quelli già posseduti.
  • Inferenza: uno studio del 2017 (David Garcia, Science Advances) ha verificato, su dati storici di Friendster, che i dati e i contatti condivisi dagli iscritti permettono di prevedere informazioni (orientamento sessuale, stato di relazione) sui non iscritti; non dimostra però che le piattaforme costruiscano davvero tali profili.

Cosa dicono le fonti, meccanismo per meccanismo

Contatti della rubrica. Quando gli utenti concedono l'accesso ai contatti, la piattaforma vede nomi e recapiti anche di chi non è iscritto. Garcia ricorda che molti servizi accedono alle rubriche anche al di fuori del servizio stesso, ad esempio tramite i permessi dell'app Messenger e il possibile collegamento con WhatsApp. Non si sa però con precisione come Facebook raccolga questi dati: si sa che lo fa e come potrebbe farlo.[1-1][2-1]

Tracker sul web. Nel 2015 un rapporto commissionato dalla Commissione belga per la privacy, redatto da ricercatori di KU Leuven e Vrije Universiteit Brussel, sostenne che Facebook traccia anche chi non ha un account quando visita siti con i suoi pulsanti social. Per i non iscritti il cookie "datr" contiene un identificatore univoco e dura due anni; il pulsante "Mi piace" era presente su oltre 13 milioni di siti. Facebook rispose che il rapporto era sbagliato in più punti e ammise un errore che aveva inviato alcuni cookie a non iscritti, negando che fosse una pratica voluta. L'autorità belga portò poi Facebook in tribunale proprio sul tracciamento dei non iscritti.[3][4][5]

Fingerprinting del dispositivo. L'EFF spiega che se un browser è unico un tracker può identificarlo anche senza cookie, e che cancellare i cookie non serve perché a essere analizzate sono le caratteristiche della configurazione. Le fonti consultate descrivono la tecnica in generale: non documentano che Facebook la usi sui non iscritti.[6]

Data broker. Il rapporto della FTC americana del 2014, basato su nove data broker, riferisce che nessuno di quelli studiati otteneva i dati direttamente dai consumatori e che i dati passano spesso da un broker all'altro, rendendo quasi impossibile risalire alla fonte. È uno studio statunitense sul settore in generale, non sui profili ombra delle piattaforme.[7][8][9]

Inferenza dai contatti. Garcia ha usato i dati di Friendster, rete sociale chiusa nel 2011 il cui archivio pubblico è stato salvato dall'Internet Archive: oltre 100 milioni di account, di cui ha analizzato i primi 20 milioni; 6 milioni avevano liste di amici pubbliche e 3,3 milioni informazioni personali pubbliche. Ha misurato quanto bene i contatti condivisi da chi era già nella rete permettessero di prevedere orientamento sessuale e stato di relazione di chi sarebbe entrato dopo. La precisione è risultata moderata (indice AUC oltre 0,57 per l'orientamento e 0,62 per lo stato di relazione, dove 0,5 equivale al caso), ma cresce con la dimensione della rete e con la propensione a condividere la rubrica, con effetto moltiplicativo. L'autore precisa che il metodo è volutamente semplice, che i dati sono storici e che servono repliche su servizi attivi oggi.[1-2]

Chi rischia di più. Uno studio precedente dello stesso gruppo (Sarigöl, Garcia e Schweitzer, 2014), sempre su dati Friendster e sul solo orientamento sessuale, trovò che la perdita di privacy è maggiore per chi ha una rete di contatti più ampia e più omogenea. Gli autori precisano di non fornire prove che i profili ombra esistano davvero. Una sintesi giornalistica riferisce che gli uomini omosessuali erano i più esposti al rischio di vedere rivelato indirettamente il proprio orientamento. L'idea che la previsione sia più accurata "per le minoranze" è quindi sostenuta solo per quel caso (orientamento sessuale su Friendster), non in generale. Un successivo studio su Twitter (EPJ Data Science, 2018) ha trovato che la previsione della località migliora con la propensione a condividere la rubrica e con il numero di contatti dentro Twitter: una prima replica su un servizio ancora attivo.[10][11][12]

Numero per la verifica in due passaggi (2FA). Nel settembre 2018 Facebook confermò che i numeri di telefono forniti per la sicurezza dell'account possono essere usati per mostrare annunci. La conferma seguì uno studio di ricercatori di due università statunitensi, tra cui Alan Mislove della Northeastern: anche numeri caricati con la sincronizzazione dei contatti, mai forniti dal titolare né presenti nel suo account, risultarono utilizzabili per la pubblicità basata su dati personali. I ricercatori parlarono di "informazioni di contatto ombra". Facebook rispose di essere chiara sull'uso delle informazioni raccolte, comprese quelle che le persone caricano o aggiungono al proprio account. Secondo la stampa del tempo, Facebook non offriva un'impostazione per impedire l'uso di un numero presente solo nella rubrica di un altro.[13][14][15]

A cosa servono, secondo le fonti

Le fonti consultate indicano due usi principali: i suggerimenti di amicizia e la pubblicità mirata.

Suggerimenti di amicizia. Facebook ha spiegato che i suggerimenti "Persone che potresti conoscere" possono basarsi su informazioni di contatto ricevute da persone e dai loro amici: qualcuno che ti conosce può caricare un indirizzo email o un numero che l'azienda associa a te. Nel 2017 un'inchiesta della giornalista Kashmir Hill raccolse oltre cento aneddoti di suggerimenti inattesi e osservò che, usando circa un terzo della popolazione mondiale un prodotto Facebook, è quasi certo che i tuoi dati di contatto siano stati caricati da qualcuno, anche se non sei iscritto. Nel 2012 l'autorità canadese per la privacy concluse che Facebook non aveva ottenuto il consenso per usare gli indirizzi email di non iscritti nei suggerimenti di amicizia; dopo le sue raccomandazioni, l'azienda ha introdotto un avviso per i non iscritti e un meccanismo di rifiuto. Un commento del 2016 sul blog Lawfare segnalò anche un rischio: se il sistema suggerisce contatti sulla base delle rubriche, può rivelare relazioni che l'utente non ha mai reso pubbliche.[16][17][18][19][20]

Pubblicità mirata. Un inserzionista può caricare una lista di email o numeri e la piattaforma la abbina ai profili che già possiede, mostrando l'annuncio a quelle persone; non riceve quindi i dati dei profili, ma indica a chi mostrare l'annuncio. Lo studio del 2018 mostrò che l'abbinamento funzionava anche con contatti che l'utente non aveva mai fornito. Mislove osservò che molti utenti non capiscono che gli inserzionisti possono scegliere esattamente chi vede i loro annunci caricando email, numeri o nomi con data di nascita. Facebook aveva detto a Kashmir Hill che non era possibile usare così i dati ombra, prima di confermare l'uso dei numeri per la 2FA.[21][22][15-1]

Perché è controverso

Nel 2018, durante l'audizione alla Camera dei rappresentanti americana (commissione Energia e Commercio, 11 aprile 2018), Mark Zuckerberg ha ammesso che Facebook raccoglie dati anche su chi non ha un account, motivandolo con la sicurezza (ad esempio per impedire la raccolta automatica di informazioni pubbliche degli utenti), pur dichiarando di non conoscere il termine "profili ombra", usato dal deputato Ben Luján. Il nodo è il consenso: chi non è iscritto non ha accettato alcuna condizione d'uso, spesso non sa di essere tracciato e non ha un'interfaccia dove vedere o correggere i propri dati.[23][24]

Durante l'audizione Luján chiese se Facebook abbia profili dettagliati su chi non si è mai iscritto e se un non iscritto possa rifiutare questa raccolta, osservando che si tratta di persone che non hanno mai firmato un consenso. Zuckerberg disse di non conoscere il termine "profili ombra" e promise di riferire al Congresso quanti dati Facebook raccoglie sui non utenti. Un ex dipendente dell'area pubblicità, Antonio Garcia Martinez, sostenne su Twitter che la descrizione di Zuckerberg sull'uso di quei dati fosse incompleta.

Consenso e privacy collettiva. Garcia sostiene che le decisioni individuali sulla privacy non avvengono in isolamento ma dipendono anche da quelle degli altri, e che la regolazione dovrebbe tenerne conto, evitando impostazioni basate solo sul singolo individuo. Il caso canadese del 2012 mostra un problema concreto di consenso: l'autorità concluse che Facebook non l'aveva ottenuto per usare gli indirizzi email dei non iscritti nei suggerimenti di amicizia. Per questo "consenso impossibile" resta una descrizione sintetica: in quel caso, dopo le raccomandazioni dell'autorità, Facebook introdusse un avviso e un meccanismo di rifiuto per i non iscritti.[1-3][19-1]

Come ridurre l'esposizione

  • Usare browser con protezione dal tracciamento o estensioni di blocco dei tracker.[25]
  • Evitare di concedere l'accesso alla rubrica alle app che non ne hanno bisogno.[1-4]
  • Chiedere ai propri contatti di non caricare la rubrica sulle piattaforme social.
  • Inviare una richiesta di accesso ai dati (art. 15 GDPR) alle aziende che si sospetta abbiano informazioni su di noi.[26]

Verificare se Meta ha il tuo numero o la tua email. Meta ha una pagina di aiuto per chi non usa i suoi prodotti: dichiara di trattare nome, numero di telefono e/o email ricevuti dai propri utenti tramite la rubrica, anche se non hai un account. Li usa per verificare se appartengono a utenti, per gli inviti e per analisi, li condivide con altre società Meta e afferma di permettere ai non utenti di esercitare i propri diritti. Nel novembre 2022 la stampa specializzata segnalò uno strumento, nascosto in una pagina di aiuto sulle amicizie, con cui chiunque, iscritto o no, può chiedere a Meta se ha il proprio numero o la propria email e, in caso positivo, chiederne la cancellazione. Meta richiede una copia del dato per inserirlo in un elenco che ne blocca nuovi caricamenti. Per chi vive nell'Unione europea è possibile anche una richiesta di cancellazione ai sensi del GDPR.[27][28]

Limiti: lo strumento riguarda i contatti caricati dalle rubriche, non dimostra l'esistenza o l'assenza di altre informazioni o inferenze, e non ho verificato che sia ancora attivo e identico oggi. Malwarebytes parla di rimozione da tutte le app Meta; per piattaforme di altre aziende le fonti consultate non dicono nulla.


  1. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5544396/↩︎↩︎↩︎↩︎↩︎

  2. https://www.howtogeek.com/768652/what-are-facebook-shadow-profiles-and-should-you-be-worried/↩︎↩︎

  3. https://techcrunch.com/?p=1171139↩︎

  4. https://edri.org/report-says-facebook-tracking-breaching-eulaw↩︎

  5. https://silicon.co.uk/e-regulation/facebook-belgian-privacy-report-166250↩︎

  6. https://coveryourtracks.eff.org/about↩︎

  7. https://www.lexblog.com/?p=1451388↩︎

  8. https://www.infodocket.com/?p=45716↩︎

  9. https://www.ftc.gov/system/files/documents/reports/data-brokers-call-transparency-accountability-report-federal-trade-commission-may-2014/140527databrokerreport.pdf↩︎

  10. https://arxiv.org/pdf/1409.6197↩︎

  11. https://motherboard.vice.com/en/article/gvydky/your-friends-online-connections-can-reveal-your-sexual-orientation↩︎

  12. https://epjdatascience.springeropen.com/articles/10.1140/epjds/s13688-018-0130-3↩︎

  13. https://fortune.com/2018/09/28/facebook-ads-privacy-phone-number-shadow-contact/↩︎

  14. https://securityaffairs.com/76643/social-networks/facebook-privacy-issue.html↩︎

  15. https://martech.org/facebook-targets-ads-with-data-users-didnt-share-with-the-platform↩︎↩︎

  16. https://gizmodo.com/how-facebook-figures-out-everyone-youve-ever-met-1819822691↩︎

  17. https://pxlnv.com/linklog/pymk-ten-year-history/↩︎

  18. https://daringfireball.net/linked/2017/11/14/↩︎

  19. https://www.priv.gc.ca/en/opc-actions-and-decisions/investigations/investigations-into-businesses/2012/pipeda-2012-002/↩︎↩︎

  20. https://www.lawfaremedia.org/article/facebook-and-discovering-your-sensitive-contacts-two-easy-steps↩︎

  21. https://www.techspot.com/community/topics/facebook-is-using-2fa-phone-numbers-to-target-ads.249413/↩︎

  22. https://www.cbsnews.com/amp/news/facebook-said-to-use-peoples-phone-numbers-for-ad-targeting↩︎

  23. https://fortune.com/2018/04/11/mark-zuckerberg-facebook-data-testimony↩︎

  24. https://techcrunch.com/2018/04/11/facebook-shadow-profiles-hearing-lujan-zuckerberg/amp↩︎

  25. https://www.eff.org/node/104160↩︎

  26. https://www.edpb.europa.eu/system/files/documents/2023-04/edpb_guidelines_202201_data_subject_rights_access_v2_en.pdf↩︎

  27. https://help.instagram.com/261704639352628↩︎

  28. https://thehackernews.com/2022/11/this-hidden-facebook-tool-lets-users.html↩︎

Puoi seguire anche il mio canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCoOgys_fRjBrHmx2psNALow/ con tanti video interessanti


I consigli che offriamo sono di natura generale. Non sono consigli legali o professionali. Quello che può funzionare per una persona potrebbe non essere adatto a un’altra, e dipende da molte variabili.

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